F A B I O G R A S S I
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Pittura

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Pur avendo svolto studi accademici specifici nell’ambito della scenografia, l’educazione di Grassi nel campo artistico è di stampo prettamente pittorico. Giovanissimo, frequentò lo studio del pittore albanese Lin Delija contemporaneamente all’Istituto d’Arte di L’Aquila nel corso di decorazione pittorica. Il presupposto pittorico è una costante, anche quando lavorerà alla coloratissima scenografia di "Kate", il primo film in stop motion realizzato tutto con la carta.

Nei numerosi bozzetti dei lavori per il teatro "il colore cupo, bituminoso, è da Fabio Grassi preferito perché gli permette di giocare, scenicamente parlando, con i pochi ma vividi barlumi di luce,che rendono più essenziale e asciutta la spazialità della scena, ricordando maliziosamente le tecniche scenografiche di Appia. Nel Caligula di Camus con la regia di Mehdi Krayen (1995), vediamo lo stesso colore bituminoso usato per incastonare, come splendenti gemme, gli sfolgorii di luce" (Giannamaria Valentini).

Il legame dei dipinti proposti in questa mostra con la messa in scena è evidente, come a voler ribadire che della stessa finzione si nutre anche la pittura. Prendono così legittima cittadinanza all’interno del "teatro-quadro" di Grassi cavalli di suggestione barocca, apparentemente dinamici ma artificialmente appesi a fili o quasi pietrificati nella luce lunare e vagamente felliniana. Un universo popolato da apparizioni melancolicamente poetiche ma mai inquietanti, nell’attesa che da un momento all’altro si apra o si chiuda un sipario. (Filippo Calabresi)

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© Fabio Grassi